Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Prato

Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Prato -

Luglio 2013

Vorrei, a nome di tutti, dare il benvenuto ed un augurio di buon lavoro, al nuovo Direttore Generale Dr. Edoardo Majno.
Come è noto a tutti, i prossimi mesi saranno fondamentali per la Sanità Pratese: l’inaugurazione del nuovo Ospedale per intensità di cure, le cure intermedie, le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali), sono alcuni dei temi che ci terranno impegnati nei prossimi mesi, sperando in una Sanità locale migliore.
In generale, mi pare chiaro che il SSN non può più sopportare ulteriori politiche di definanziamento pubblico, salvo scontare inaccettabili cadute dell’UNIVERSALISMO e della equità di accesso.
Uno stress civile e sociale che ha superato il limite di guardia e a cui fanno fronte migliaia di professionisti della salute sospesi, ormai da anni, in un clima d’incertezza economica e professionale (vedi Medici INPS).
Vale ricordare che le Camere stanno discutendo la conversione in legge del Decreto che blocca a tutto il 2014 non solo contratti e convenzioni, ma anche le retribuzioni individuali ai valori del 2010 nonostante questi istituti siano finanziati con fondi contrattuali, il cui diverso utilizzo non comporta incrementi di spesa.
Nell’augurare buon lavoro anche al Dr. Francesco Sarubbi, confermato Vice-Segretario e Tesoriere Regionale della FIMMG, auguro a tutti buone vacanze.

Marzo 2013

Siamo ormai alla vigilia di un cambiamento epocale per il Servizio Sanitario Regionale e per il nostro territorio.
Il nuovo ospedale verrà (viabilità permettendo) inaugurato molto verosimilmente alla fine di settembre, mentre per quanto riguarda la Medicina Territoriale si vanno formando le AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) che modificheranno sostanzialmente l’attività del Medico di Medicina Generale e della Continuità Assistenziale.
A fronte di questi notevoli cambiamenti il nostro sistema sanitario ne uscirà rafforzato? Ce la farà il territorio a reggere l’impatto dell’ospedale organizzato per intensità di cure?
Sono solo alcune delle domande che più frequentemente ci poniamo: d’altra parte è lecito anche domandarsi se in questa nuova organizzazione si siano perseguiti maggiormente obiettivi finanziari o obiettivi di salute.
Una certezza ce l’abbiamo: le risorse economiche, per ammissione dello stesso Assessore Regionale Marroni, sono sicuramente ridotte rispetto al passato e con l’inizio del 2014 i tickets dovrebbero aumentare sensibilmente.
Da parte nostra è necessario pretendere adeguati investimenti, che sia predisposta una adeguata rete di strutture di ricovero di secondo livello ben dislocate territorialmente, dotate di personale autonomo e strumentazioni adeguate e di dare una corretta, precisa, puntuale educazione ed informazione ai cittadini.
Penso che senza tutto ciò sarà difficile che tali mutamenti portino ad un situazione migliore di quella attuale.

Dicembre 2012

Negli scorsi anni di fronte a provvedimenti nazionali e regionali riguardanti la Sanità che hanno permesso un aumento del contenzioso rivendicativo fomentato da società specializzate nel settore di tutela legale ed un aumento della medicina difensiva ho pensato “peggio di così non è possibile andare”.
Oggi invece dopo la “Spending Review” e il “Decreto Balduzzi” mi sono ricreduto e penso, con profonda amarezza, che “Al peggio non c’è mai fine”. Mentre il Presidente del Consiglio mette in dubbio la sostenibilità del SSN entra in vigore il Decreto Legge 13/09/2012 n°158 recante “disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”.
Il Decreto Balduzzi riguarda, tra l’altro, la riforma delle cure primarie, l’intramoenia, la responsabilità professionale e rischio clinico, la dirigenza sanitaria e governo clinico, l’aggiornamento dei Lea, e l’edilizia sanitaria.
Tutti sappiamo che le risorse per realizzare tutto ciò non ci sono e questo non può che aumentare le preoccupazioni per il mantenimento di livelli accettabili da parte della sanità pubblica. Purtroppo gran parte degli operatori sanitari temono un ulteriore peggioramento delle già difficili condizioni in cui si trovano ad operare quotidianamente, a fronte di richieste ed esigenze sempre
maggiori.
E tutto ciò mentre in Toscana si allarga la “voragine” dell’ASL di Massa e sullo sfondo è ormai in direttiva di arrivo (Settembre 2013) l’apertura del nuovo ospedale di Prato ad intensità di cure il “territorio” appare ancora largamente impreparato ad assorbire la domanda di salute extraospedaliera.
Cercando di trovare un po’ di ottimismo per il futuro il Consiglio dell’Ordine augura a tutti:
Buone Feste e Buon Anno

Settembre 2012

La professione medica ed il rinnovamento del sistema sanitario

Il sistema sanitario pratese si trova ancora una volta a fare i conti con una crisi
nazionale che impone anche alla nostra Regione un piano di riorganizzazione e
di ottimizzazione dei servizi.
Dovremo abituarci a pensare ad un fondo sanitario regionale che non solo non
crescerà, ma tenderà sempre di più a contrarsi ed in questo contesto il cambiamento
diventa una risposta possibile e necessaria.
In realtà è da anni che la sanità pratese si caratterizza per essere tra le più versatili
e virtuose; per noi la spending review non è certo una novità!
In questo quadro difficile e complesso abbiamo ormai davanti il rinnovamento
dell’assistenza ospedaliera che si configura come un cambiamento epocale e di
grande portata, che darà un forte impulso in termini organizzativi e qualitativi al
nostro sistema sanitario.
Certamente, come si dice ormai da tempo, questo obiettivo è raggiungibile se
parallelamente si darà impulso e sviluppo alle politiche socio sanitarie territoriali.
Il rafforzamento dei servizi ambulatoriali, la costruzione di una rete territoriale
assistenziale efficace ed efficiente, il sostegno alle aggregazioni professionali ed
alla medicina di gruppo, lo sviluppo del sistema delle cure intermedie e la realizzazione
dei percorsi di cura alternativi al ricovero ospedaliero sono alcuni degli
elementi strategici che potranno contribuire a rilanciare complessivamente il sistema.
In questa fase di cambiamento i medici sono disponibili a fare la loro parte e
se non ci sarà un forte consenso da parte della professione medica ogni rinnovamento
e cambiamento potrebbe essere messo in discussione.
Perché si realizzi tutto ciò è però necessario un forte coinvolgimento dei medici
ed una piena condivisione dei progetti.
Certamente, se così sarà, i medici pratesi saranno al servizio della comunità,
sostenendo un servizio di cure pubbliche e private che tenga nella dovuta considerazione
parole come qualità, appropriatezza, efficienza e tutelando il sacrosanto
diritto alla salute dei cittadini.