di Pasquale Palumbo e Enrico Grassi

Lo scorso 17 Ottobre si è svolto a Prato il simposio “I Neuroni delle Muse”; evento ideato e progettato da Pasquale Palumbo ed Enrico Grassi, dell’U.O. Neurologia Prato, in collaborazione con la Clinica Neurologica dell’Università di Pisa, il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) di Pisa ed il Polo Universitario Pratese.

L’evento è stato organizzato con il sostegno ed il contributo dell’Ordine dei Medici di Prato. Il Congresso si è svolto presso il Teatro Metastasio di Prato scelto come luogo simbolico della città dedicato all’incontro tra cultura, arti, studio, sperimentazione.

La giornata di studi ha visto la partecipazione di circa 300 partecipanti, giunti da molte sedi ospedaliere ed universitarie toscane ed italiane, che hanno animato le diverse sessioni, sugli argomenti riguardanti i rapporti tra arte e cervello.

Numerose le autorità intervenute all’apertura del Meeting: Matteo Biffoni, Sindaco di Prato, Maurizio Fioravanti, Preside del Polo Universitario Pratese; Luigi Biancalani, Assessore alla Salute del Comune di Prato; Antonio Panti Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Firenze; Roberta Chersevani, Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri; Rocco Damone, Commissario Straordinario per la programmazione Area Vasta Centro; Francesco Sarubbi, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Prato. Ha presentato l’evento la giornalista scientifica Isabella Mezza. I lavori si sono aperti con la lettura magistrale del Prof.Lamberto Maffei, Direttore dell’Istituto di Neuroscienze del CNR e Professore di Neurobiologia presso la Scuola Normale di Pisa dell’Università di Pisa, già Direttore dell’Accademia dei Lincei.

La lettura si è articolata sul tema “Arte e cervello visivo”, mettendo in evidenza gli straordinari e fecondi rapporti che intercorrono tra la ricerca neuroscientifica e le arti contemporanee. L’intervento è stato di alto livello scientifico, suscitando un elevato interesse e gradimento della platea. I lavori sono poi proseguiti con la relazione “Le figure della complessità tra tecnologia, scienza ed arte / Paesaggi della Mente” di Marco Bazzini, Presidente ISIA Design Firenze, seguito dalla Dr.ssa Francesca Morgante dell’Università di Messina con il titolo “Le facce dell’arte” e dal Prof. Ubaldo Bonuccelli (Direttore della Clinica Neurologica dell’Università di Pisa) che ha indagato le basi neuroscientifiche della creatività: “Dopamina e cratività”. La sessione mattutina si è conclusa con il Prof. Alessandro Tessitore dell’Università di Napoli che ha relazionato su “La fabbrica dell’arte: “The wandering brain” Default State Network e creazione artistica” illustrando l’eccezionale apporto che le metodiche di neuroimaging stanno offrendo alla comprensione del funzionamento del cervello. Nel pomeriggio la discussione si è incentrata sui rapporti che intercorrono tra musica e cervello. I lavori si sono aperti con la splendida relazione di Alberto Batisti, (direttore della camerata strumentale Pratese e cattedratico di Storia ed Estetica della Musica, presso Conservatorio “Giuseppe Verdi” di Como) “Il suono dei numeri”: la musica tra ragione e sentimento” che ha mostrato con esempi musicali l’importanza degli elementi matematici nella storia della composizione musicale. L’ultima relazione “Il dono di Apollo: dalla percezione al piacere Musicale” è stata quella del dr. Enrico Grassi della U.O. Neurologia dell’Ospedale di Prato che ha mostrato le basi neurobiologiche della percezione musicale e come da questa si arrivi al piacere estetico. Le relazioni del pomeriggio hanno avuto da contraltare artistico le esibizioni dei musicisti Mirio Cosottini e Francesco Canavese che hanno indagato con suoni e parole il mistero della improvvisazione musicale.

Molto apprezzata la location ed ottimo il supporto dell’agenzia More Comunicazione, che ha curato brillantemente tutti gli aspetti organizzativi che poi hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Un elemento che è stato molto apprezzato dai presenti è stata la capacità di mettere insieme culture ed approcci diversi, superando lo schema, ormai consolidato, dell’evento di una professionalità che parla esclusivamente al propri interno. Infatti il convegno con la partecipazione ed il confronto tra esperti internazionali delle neuroscienze, storici dell’arte e della musica con artisti contemporanei delle arti figurative e musicali, ha messo a fuoco il dialogo tra ambiti del sapere solo apparentemente distanti: scienza e arte. Oggi, grazie alla tecnologia del neuroimaging, è possibile visualizzare quali zone del cervello si attivano o si disattivano quando un soggetto vive diverse esperienze, come, appunto, quella artistica. È proprio l’osservazione “in vivo” che ha permesso di scoprire correlazioni costanti tra determinati momenti della creazione artistica e l’attivarsi di alcune aree del sistema nervoso centrale. Da un lato ci sono quindi gli uomini di scienza, che volgono sempre di più lo sguardo alle altre discipline per capire quanto la scienza pervada ogni ambito della nostra vita, quanto, in altre parole, il cervello sia il motore della multiforme attività umana. Ma non è solo lo scienziato che sperimenta e scopre. Nella creazione dell’opera d’arte, anche l’artista è un ricercatore (involontariamente scientifico) che esplora le potenzialità e le capacità del cervello, senza servirsi naturalmente di elettroencefalogramma o risonanza magnetica, ma usando strumenti e tecniche del tutto personali e intime, che nondimeno gli permettono di scoprire fin dove può arrivare l’immaginazione e l’emozione. C’è quindi una grande analogia tra la neuroscienza e l’arte: entrambi, per vie diverse, permettono di “guardarci dentro” e guardare dentro agli altri. L’arte, quindi, fornisce uno dei più preziosi documenti sul funzionamento del nostro cervello, cosa che non a caso era già stata suggerita da Paul Klee: “l’arte non riproduce il visibile, rende le cose visibili”. In sintesi, questo congresso, è stato un’ulteriore conferma della presenza, iniziativa e ruolo della U.O. di Neurologia di Prato che si confronta con altre realtà appartenenti alla comunità scientifica e artistica nazionale. Un sincero ringraziamento va a tutti coloro che a vario titolo hanno preso parte al Congresso “I Neuroni delle Muse” contribuendo al suo successo.